L'Unione dei Comuni del Pratomagno

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Al 31 dicembre 2008, in attuazione della Legge Regionale n.37/2008, la Comunità Montana del Pratomagno è stata soppressa.

Sempre secondo le previsioni della LR 37, un nuovo soggetto istituzionale, l'Unione dei Comuni del Pratomagno, è stato costituito fra i Comuni di Castelfranco Piandiscò (al tempo distinti in Castelfranco di Sopra e Pian di Scò), Castiglion Fibocchi e Loro Ciuffenna.

L'Unione nasce per curare la gestione in forma associata di una serie di funzioni comunali; ma eredita anche le funzioni già esercitate dalla soppressa Comunità Montana, alla quale subentra dal 1° gennaio 2009.

I recapiti dell'Unione (telefono, fax, indirizzo) restano quelli della soppressa Comunità Montana.
Nuovi sono invece il codice fiscale e partita Iva.
Nuovi sono anche gli indirizzi di posta elettronica.

I Comuni

Fanno parte dell'Unione dei Comuni del Pratomagno i seguenti Comuni: Castelfanco Pian di Scò, Castiglion Fibocchi e Loro Ciuffenna.

Il nuovo Comune di Castelfanco Pian di Scò

Stemma di Castelfanco Pian di ScòNasce dopo un intenso dibattito politico a cui è seguito un referendum consultivo, che ha coinvolto le popolazioni delle comunità di Castel Franco di Sopra e Pian di Scò le quali si sono espresse favorevolmente all'unione.
Riflessioni di carattere storico comprovanti l’origine comune delle suddette comunità e i loro forti legami fin dalla costituzione di un unico comune nel 1774, sotto l’impulso del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena (mentre poi successivamente, in seguito all’occupazione napoleonica, le due comunità si sono divise nel 1809) hanno rafforzato il già presente legame dei cittadini con tutto il territorio, ora si estende per poco più di 53 km2 con una popolazione di circa 9500 unità.
I centri principali di questa comunità sono:

Pian di Scò

Foto aeree del territorio di Pian di Scòposto sulle pendici del Pratomagno a circa 40 km da Arezzo e da Firenze. Nato fra il XII il XIII secolo come insediamento agricolo, si sviluppò nel corso del Trecento sotto il dominio e la protezione della Repubblica Fiorentina. Quando venne fondata dalla Repubblica fiorentina la "Terra Nova" di Castelfranco di Sopra, Pian di Scò divenne parte della Lega di Castelfranco istituita allo scopo di contrastare l'egemonia delle famiglie di feudatari del Valdarno. Nel 1774 le Leghe del contado vennero soppresse dal Granduca Pietro Leopoldo e i due borghi vennero uniti amministrativamente. Questa situazione durò fino alla dominazione napoleonica, durante la quale il paese di Pian di Scò ottenne la sua autonomia comunale. L'origine del nome Pian di Scò è controversa: secondo alcuni deriverebbe da Pian di Resco, dal nome del torrente che scorre vicino al Paese e che favorì la realizzazione di numerosi mulini intorno ai quali si sono sviluppati caratteristici insediamenti abitativi; secondo altri il nome deriverebbe da Aesculus, quercia sacra a Giove. Il paesaggio spazia dai boschi di faggi e di castagni, alle colline terrazzate da ulivi, ai vitigni.

Castelfranco di Sopra

Rappresentazione del territorio di Castelfranco di Sopraè situato nel versante Valdarnese del Pratomagno. Il Comune è stato fondato dalla repubblica fiorentina nel 1299 e costituisce una delle "Terre Nove" edificate nel Valdarno superiore dai fiorentini fra il XIII e il XIV secolo, per sostenere la politica espansionistica intrapresa con un intento profondamente anti-feudale e tesa a sottomettere le potenti famiglie feudali che dominavano i territorio circostanti Firenze. Tutte le "Terre Nove" avevano uno specifico ruolo strategico e militare e furono progettate secondo una rigida geometria simmetrica nel disegno urbano, una grande piazza centrale e alte mura di cinta turrite. Castelfranco di Sopra ha un pianta quadrangolare, attribuibile ad Arnolfo di Cambio, con una piazza centrale a partire dalla quale si snodano dritte e parallele le vie. Nel corso dei secoli il paese non ha subito grossi cambiamenti e ben poco del patrimonio artistico e del fascino del paesaggio che lo caratterizza è andato perduto.

Castiglion Fibocchi

Stemma di Castiglion FibocchiFoto aerea di Castiglion FibocchiCastiglion Fibocchi è situato a 12 km circa da Arezzo in direzione nord-ovest. Già abitato in epoca repubblicana (I secolo A.C.), divenne un castello dei Conti Guidi nell'anno mille a difesa della strada che collegava il Valdarno al Casentino. Nel XII secolo fu ceduto alla famiglia Pazzi e nel 1384 divenne parte dei territori della repubblica fiorentina. Il centro storico del paese si trova in posizione sopraelevata rispetto al moderno abitato. L'antica cinta muraria che circondava il paese è in un ottimo stato di conservazione e mantiene intatto il fascino di un tempo.

Loro Ciuffenna

Stemma di Loro CiuffennaFoto aerea di Loro CiuffennaLoro Ciuffenna è un caratteristico borgo storico di collina situato nel Valdarno superiore a circa 30 km da Arezzo, e comprende il tratto più alto del crinale e le pendici sud-occidentali del Pratomagno. Il territorio comunale era già abitato in epoca etrusca. Originariamente Loro Ciuffenna era un castello fortificato collocato a picco sul torrente Ciuffenna che attraversa ancora oggi il paese. Fu feudo dei conti Guidi fino alla fine del XII secolo, quando passò sotto la Repubblica di Firenze. Durante il periodo del basso Medioevo il borgo ebbe un notevole sviluppo economico ed urbano. Nel 1646 venne dato in feudo alla famiglia fiorentina dei Capponi e rimase tale fino all'abolizione dei diritti feudali nel Granducato. L'abitato sottostante al castello e alla rocca si è mantenuto in un buono stato di conservazione. Si conservano anche il ponte romanico in pietra ad arcata unica e l'antico mulino di Loro, provvisto di splendide macine in pietra ancora funzionanti.

Cenni storici

Il territorio su si estende l'Unione dei Comuni del Pratomagno è un territorio che è stato popolato fin dai tempi preistorici. E' costellato di borghi storici che si snodano lungo l'antica strada dei Setteponti, che collegava Arezzo fin quasi a Firenze.

Il nome del massiccio montuoso del Pratomagno deriva dalle estese praterie di crinale che lo caratterizzano. Le testimonianze dei primi insediamenti risalgono all'Età della Pietra. Ancora evidenti sono i segni lasciati dalla civiltà etrusca e dalla civiltà romana. Un ruolo determinante per lo sviluppo di queste civiltà fu svolto dall'antica strada dei Setteponti, che permise la diffusione degli insediamenti abitativi e commerciali. La strada provinciale Setteponti è la più antica e rappresentativa arteria del Pratomagno che collegava Arezzo fin quasi a Firenze, e la sua origine risale al periodo etrusco. La Setteponti costituisce il confine tra il paesaggio collinare, che scende fino all'Arno, e la parte montana, che raggiunge le cime più alte del Pratomagno, ed è costellata di borghi storici.

Durante il Medioevo il Pratomagno subì a fasi alterne l'influenza aretina e fiorentina fino a quando l'intera area non divenne parte dei domini della famiglia dei Medici. Nella Seconda Guerra Mondiale il Pratomagno fu teatro delle azioni della Resistenza partigiana e allo stesso tempo di terribili eccidi e azioni di rappresaglia da parte dei tedeschi. Il Pratomagno ha conservato nel tempo un paesaggio quasi immutato, grazie ad una gestione intelligente delle sue risorse che ha impedito da una parte uno

UNIONE DEI COMUNI DEL PRATOMAGNO
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